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IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE
Arthur e César sono amici da quando entrambi frequentavano controvoglia lo stesso severissimo collegio. Ma non potrebbero essere più diversi: Arthur è un ricercatore medico puntiglioso e ossessionato dal rispetto delle regole; César è un guascone imprudente e trasgressivo che è appena stato sfrattato da casa sua in seguito alla propria bancarotta. E se Arthur, divorziato con figlia, sta ancora aspettando pazientemente che l’ex moglie torni a casa, César colleziona avventure senza legarsi a nessuna. Per un equivoco, Arthur viene a conoscenza della gravissima condizione medica di César, e César si convince che sia Arthur a trovarsi in punto di morte. Da quel momento i due faranno a gara per realizzare i desideri finali l’uno dell’altro, anche quelli più lontani dal proprio gusto personale: il che ha il vantaggio di sbloccare lo stallo esistenziale in cui si trovavano entrambi.

Regia: Alexandre de La Patellière, Matthieu Delaporte.
Con: Martina García, Fabrice Luchini, Patrick Bruel, Zineb Triki, Thierry Godard.
Genere:  commedia
Due vecchi amici s’incontrano dopo anni. Per puro caso uno scopre di essere gravemente malato. Per una serie di circostanze, tuttavia, lui crede che sia l’altro a dover morire presto e decide di fargli vivere al meglio il tempo che gli resta. Da questo, parte la storia raccontata in modo assolutamente brillante in “Il meglio deve ancora venire” del duo di registi francesi Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaport, che già avevano diretto insieme nel 2012 “Cena tra amici”, ritratto della borghesia alle prese con la maternità.
Questa volta, però il tema trattato è quello della morte di César (Patrick Bruel), un imprenditore fallito pieno di vita e di donne esattamente agli antipodi di Arthur (Fabrice Luchini), ricercatore brillante ma prigioniero delle sue paure, appena mollato dalla moglie. Quest’ultimo cerca invano di dire la verità all’amico, senza riuscirci mai.

Il gioco di equivoci genera una serie di vicende surreali, che andranno a coinvolgere tutti coloro che li circondano. La sceneggiatura è brillante, così come l’interpretazione dei due mattatori, che sono in perfetta sintonia. Una serie di trovate non fa mai scendere la tensione e chiude perfettamente il cerchio.
 
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